Villa Giovanelli Colonna, la villa monumentale che chiude il viaggio tra Venezia e Padova

Ci sono ville venete eleganti, altre armoniose, altre ancora immerse nel silenzio della campagna.
Villa Giovanelli Colonna invece nasce per stupire.
L’ho visitata durante un’apertura organizzata da Veneto Segreto e la sensazione è immediata: tutto qui parla di grandiosità.
La posizione scenografica, l’enorme facciata, il monumentale scalone e gli spazi interni sembrano progettati per lasciare senza parole.
Non era solo una villa di villeggiatura.
Era un manifesto di prestigio.
La posizione scelta per la costruzione della villa non fu casuale.
Sorta sulla riva sinistra del Piovego, Villa Giovanelli rappresentava quasi il suggello finale del percorso fluviale tra Venezia e Padova.
Il Piovego, canale artificiale rettilineo, costituiva infatti uno dei più importanti collegamenti tra le due città. Nato come via commerciale e mercantile, col tempo divenne anche un luogo di rappresentanza e villeggiatura aristocratica.
Fu proprio lungo questo asse d’acqua che si sviluppò quella che oggi conosciamo come Riviera del Brenta: un susseguirsi di ville costruite dalle famiglie nobili veneziane per mostrare ricchezza, cultura e potere.
E Villa Giovanelli, con la sua imponenza, sembra quasi voler chiudere simbolicamente questo viaggio tra Venezia e Padova.


La storia della villa

La villa venne edificata tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento dalla potente famiglia Giovanelli, ricchi mercanti veneziani entrati nel patriziato della Serenissima.
Dopo la scomparsa dei due fratelli committenti, Giovanni Benedetto Giovanelli e Giovanni Paolo Giovanelli, la villa passò a Federico Maria Giovanelli, patriarca di Venezia.
Fu lui ad utilizzarla come dimora per molti anni, fino alla morte avvenuta nel 1800. Alla sua scomparsa, la villa venne lasciata al Patriarcato di Venezia e divenne residenza estiva dei patriarchi.
L’arrivo di Napoleone cambiò però il destino della proprietà: essendo bene ecclesiastico, la villa venne confiscata.
Successivamente, nonostante i gravi danni subiti, fu acquistata dalla famiglia Marini nel 1839, ma venne nuovamente requisita durante la presenza delle truppe austriache. Tornata ai Marini, passò poi per eredità alla famiglia Forti di Verona e successivamente ai Colonna, principi di Stigliano.
Ed è proprio da questi ultimi che deriva il nome con cui oggi è conosciuta: Villa Giovanelli Colonna.
Il XX secolo fu uno dei periodi più difficili per la villa.
Durante la Prima Guerra Mondiale ospitò alti comandi militari, mentre la Seconda Guerra Mondiale lasciò ferite ancora più profonde.
La villa venne occupata prima dal comando tedesco e poi da quello alleato. In seguito accolse i rifugiati provenienti dai bombardamenti di Padova e fu utilizzata anche come ospedale militare della Croce Rossa.
In quegli anni il grande parco subì devastazioni enormi, sia per gli eventi atmosferici sia per necessità pratiche: molti alberi furono abbattuti per recuperare legna e materiali.
Nel 1947 la proprietà passò alla famiglia De Benedetti e nel 1954 venne acquistata dai Frati Minori Conventuali di Sant’Antonio, che realizzarono attorno alla villa il Villaggio Sant’Antonio con finalità assistenziali.
Per anni gli ambienti ospitarono un orfanotrofio e successivamente una casa di riposo.
Dagli anni Ottanta iniziò invece un lungo periodo di abbandono, terminato solo nel 2014 quando la villa venne acquisita dal Trust Foedus, attuale proprietario.


L’architettura: teatralità barocca e magnificenza veneziana

Gli studiosi attribuiscono il progetto della villa all’architetto Antonio Domenico Gaspari, allievo e continuatore di Baldassarre Longhena.
Ed è impossibile non notare questa influenza.
La villa unisce infatti il linguaggio post-palladiano a una sensibilità barocca tipicamente veneziana, fatta di effetti scenografici, prospettive monumentali e soluzioni architettoniche pensate per sorprendere.
Una delle caratteristiche più particolari è il grande avancorpo centrale ottagonale con colonnato corinzio e timpano ispirato al tempio classico, elemento che rende la facciata unica nel panorama delle ville venete.
Anche il celebre scalone monumentale non apparteneva al progetto originario: venne aggiunto attorno agli anni Trenta del Settecento. Per lungo tempo fu attribuito a Giorgio Massari, ma studi più recenti lo collegano a Giovan Battista Scalfarotto, probabilmente su progetto o supervisione dello stesso Gaspari.
Tra gli elementi più sorprendenti ci sono anche le due scale elicoidali gemelle illuminate dall’alto tramite lanterne zenitali: una soluzione raffinata e scenografica che doveva impressionare gli ospiti già al loro ingresso.


Gli spazi interni

La struttura riprende il modello tradizionale del palazzo veneziano.
La pianta è tripartita, con un grande salone centrale passante — il celebre portego veneziano — affiancato da stanze laterali.
Nella parte centrale la villa si sviluppa su due livelli con un enorme salone a doppia altezza al piano nobile, mentre le ali laterali raggiungono tre livelli.
Le dimensioni colpiscono ancora oggi: circa 45 metri di lunghezza per 20 di larghezza e quasi 27 metri di altezza.
Se l’esterno della villa era pensato per stupire chi arrivava dal Brenta, gli interni avevano il compito di completare questa meraviglia.
Gli spazi sono enormi, ariosi, costruiti per dare una sensazione continua di apertura e monumentalità.
La cosa che mi ha colpito maggiormente durante la visita è il rapporto tra architettura e luce: ogni ambiente sembra studiato per accompagnare lo sguardo verso soffitti, finestre e decorazioni.
E poi ci sono gli scaloni e le scale elicoidali gemelle, tra gli elementi più spettacolari della villa. Vederle dal vivo dà quasi l’impressione di trovarsi in un palazzo veneziano più che in una villa di campagna.
Molte sale conservano ancora decorazioni e apparati pittorici che raccontano il gusto scenografico del tardo Seicento e del Settecento veneziano.
I soffitti affrescati, le cornici decorative e i grandi saloni avevano un obiettivo preciso: comunicare prestigio e ricchezza agli ospiti.
Durante la visita si percepisce ancora questa atmosfera aristocratica. Anche negli ambienti segnati dal tempo si riesce a immaginare la vita della villa nei secoli passati: ricevimenti, incontri politici, feste e momenti di villeggiatura della nobiltà veneziana.
Visitare Villa Giovanelli Colonna significa entrare in una delle espressioni più monumentali della “civiltà di villa” veneta.
Più che una semplice dimora di campagna, sembra un enorme palazzo veneziano trasferito lungo il Brenta per mostrare il potere economico e sociale di una famiglia.
E ancora oggi, arrivando davanti alla sua facciata monumentale, quella sensazione di meraviglia continua.


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