Durante il mio giro alla scoperta del Friuli mi sono fermato anche a Fagagna, uno dei Borghi più belli d’Italia. Non avevo programmato una visita particolarmente lunga, ma il paese mi ha conquistato soprattutto per due luoghi molto diversi tra loro: le rovine del castello, con il bellissimo panorama sulle montagne friulane, e Cjase Cocèl, un’antica casa contadina trasformata in museo.
È proprio da questi due luoghi che voglio raccontare la mia visita.
Dalla piazza alla collina del castello
Sono partito dall’Ufficio Turistico di Fagagna, che si trova in Piazza Unità d’Italia, proprio nel centro del paese. Da qui ho iniziato a salire verso la parte più alta del borgo, seguendo le stradine che portano alla collina dove un tempo sorgeva il castello.
La salita non è particolarmente lunga, ma cambia presto l’aspetto del paese: dalle vie del centro si passa a un ambiente più raccolto, fino ad arrivare all’area delle antiche fortificazioni.
Del castello oggi rimangono soltanto alcune testimonianze della struttura originaria: tratti delle mura, la torre castellana trasformata in campanile, i resti della torre maestra, una piccola casa trecentesca e la chiesetta di San Michele Arcangelo. Il castello è documentato già nel Medioevo e la sua posizione sulla collina permetteva di controllare il territorio circostante.
Ma, più delle rovine, quello che mi ha colpito è stato il panorama.
Una volta arrivato in cima, la vista si apre sulle colline e sulla pianura friulana, con le montagne sullo sfondo. È uno di quei punti in cui vale la pena fermarsi qualche minuto, anche semplicemente per guardarsi intorno. La posizione del borgo, arroccato sulla collina, permette infatti di avere una visuale molto ampia sul territorio.
È stato questo, per me, uno dei momenti più belli della visita a Fagagna: camminare fino ai resti del vecchio castello e ritrovarsi davanti a un paesaggio che racconta bene il territorio friulano.
Cjase Cocèl, dentro la vita contadina friulana
Dopo la parte più panoramica della visita sono andato a Cjase Cocèl, il Museo della Vita Contadina.
Qui cambia completamente il tipo di esperienza.
Cjase Cocèl non è semplicemente un museo dove vengono esposti vecchi oggetti. Si entra infatti in un antico casolare rurale e, attraversando gli ambienti della casa, si può capire molto meglio come si svolgeva la vita quotidiana nelle campagne friulane tra Ottocento e prima metà del Novecento.
Il nome deriva dalla famiglia Chiarvesio, conosciuta con il soprannome di Cocèl, che per molti anni abitò proprio questa casa. Gli ambienti sono stati conservati e allestiti con oggetti, strumenti di lavoro e testimonianze della vita di allora, restituendo un’immagine concreta di una realtà ormai lontana dalla nostra.
È una visita che ho trovato particolarmente interessante proprio perché permette di vedere come si viveva realmente: gli spazi della casa, il lavoro, gli attrezzi, le attività quotidiane e tutto quello che faceva parte della vita di una famiglia contadina.
Dopo aver visto le rovine del castello, legate alla storia più antica di Fagagna, entrare in questa casa è stato quasi un passaggio dalla storia del paese alla storia delle persone che lo hanno abitato.
Ed è proprio questo il motivo per cui, se venite a Fagagna, secondo me vale la pena mettere Cjase Cocèl nell’itinerario.
Fagagna, una visita che va oltre il centro del paese
La mia visita si è concentrata soprattutto su questi due luoghi, ma Fagagna offre altre possibilità per completare la giornata.
A poca distanza si trova il Castello di Villalta, uno dei castelli medievali più importanti e meglio conservati del Friuli, costruito in posizione strategica sul primo crinale morenico. Io, durante la mia visita, l’ho trovato chiuso e quindi non ho potuto visitarlo, ma è sicuramente una tappa da tenere in considerazione per un prossimo passaggio.
Un’altra possibilità è l’Oasi dei Quadris, un’area naturalistica di circa sette ettari nata anche grazie al progetto di reintroduzione della cicogna bianca in Italia. L’oasi ospita inoltre numerose altre specie di uccelli e rappresenta un’interessante alternativa per chi vuole abbinare alla visita del borgo un po’ di natura.
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