Nel cuore di Piazza San Marco, sotto i portici delle Procuratie Vecchie, si nasconde un piccolo gioiello dell’architettura moderna italiana: il Negozio Olivetti, progettato nel 1957 dall’architetto veneziano Carlo Scarpa su incarico di Adriano Olivetti, imprenditore e visionario culturale. Questo spazio non è solo un esempio di design raffinato, ma un vero e proprio manifesto della simbiosi tra cultura industriale e ricerca artistica.
Il Negozio Olivetti si sviluppa su due livelli collegati da una scala monumentale in marmo di Verona, uno degli elementi centrali della composizione. Scarpa gioca con la luce naturale che entra dal portico e filtra lungo le superfici, guidando lo sguardo su una successione di elementi sospesi tra architettura e design.
I pavimenti in mosaico veneziano, le pareti in stucco lucido, i pannelli lignei scorrevoli e le vetrine in vetro e ottone sono realizzati con maestria artigianale, e restituiscono un senso di lusso discreto e di cura estrema per il dettaglio. Ogni arredo è disegnato su misura, come le leggendarie basi espositive “a ponte”, pensate per sollevare le macchine da scrivere in una sorta di sospensione scenografica.
Il risultato è un ambiente che trasmette equilibrio, misura e ritmo, dove la tecnologia non invade, ma si armonizza con l’arte e il contesto storico veneziano.
Adriano Olivetti: imprenditore illuminato
Adriano Olivetti ha incarnato un modello d’impresa che oggi potremmo definire umanista. Convinto che l’industria dovesse essere al servizio della società e non il contrario, investì in urbanistica, architettura, arte e cultura, affidando a figure d’eccellenza il compito di esprimere i valori della sua azienda. Il negozio veneziano è uno degli esempi più alti di questa visione.
Carlo Scarpa: poesia della materia
Carlo Scarpa, noto per il suo approccio artigianale e per l’uso raffinato dei materiali, trasformò un piccolo spazio commerciale in una composizione architettonica di rara bellezza. Vetri, marmi, legni pregiati e ottone si fondono in un equilibrio armonico tra modernità e memoria veneziana. Il progetto non si limita a esporre macchine da scrivere: racconta un’idea di bellezza funzionale e di rispetto per il contesto storico.
Una visita guidata è d’obbligo per cogliere appieno la complessità e la cura di ogni dettaglio. Solo così è possibile entrare davvero nel pensiero di Scarpa, tra geometrie, materiali e simbolismi che dialogano con la città e la luce lagunare.
Le opere principali di Carlo Scarpa
Per comprendere appieno il genio di Scarpa, è utile citare alcune delle sue opere più significative:
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Museo di Castelvecchio (Verona): intervento museografico esemplare per dialogo tra antico e moderno.
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Tomba Brion (Altivole): un capolavoro spirituale e architettonico, recentemente riscoperto anche dal grande pubblico per essere stato scelto come location nel film Dune: Parte Due di Denis Villeneuve, che ha valorizzato le geometrie monumentali e la suggestione senza tempo del complesso.
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Fondazione Querini Stampalia (Venezia): restauro e allestimento che dialogano con l’acqua e la luce della laguna.
Oggi il negozio è gestito dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e rappresenta un’occasione rara di vedere un’opera di Scarpa in condizioni perfettamente conservate. È anche un simbolo di come la cultura d’impresa possa lasciare un segno duraturo nella città e nella storia dell’arte.
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