Il “Monte di Pietà” rappresentava un’importante istituzione finanziaria diffusa in molte città italiane durante il Rinascimento e il periodo successivo.
Si trattava di una sorta di banca pubblica che forniva prestiti a basso interesse o senza interesse, garantiti da pegni su beni di valore come gioielli, argenteria o altri oggetti preziosi.
Il suo obiettivo primario era contrastare l’usura e offrire un’alternativa più etica e accessibile ai prestiti finanziari rispetto ai prestatori privati che applicavano tassi di interesse esorbitanti.
Spesso gestita da enti religiosi o pubblici, l’istituzione era fondata su principi di carità e assistenza sociale.
Nel corso dei secoli successivi, molti di questi edifici che ospitavano le sedi del Monte di Pietà sono diventati importanti monumenti storici, testimonianza dell’importanza di tali istituzioni nella storia economica e sociale delle città italiane.
Il Palazzo Monte di Pietà di Vicenza è un’imponente struttura situata nella Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana.
Costruito nel 1486, il palazzo ha subito numerosi interventi architettonici nel corso dei secoli, riflettendo così l’evoluzione della storia e della società vicentina.
Il Monte di Pietà fu istituito con l’obiettivo di contrastare l’usura dilagante nel contesto cittadino.
Promosso dall’iniziativa del beato Marco da Montegallo, seguendo modelli già esistenti nelle Marche, l’istituzione offriva prestiti a condizioni più favorevoli rispetto a quelle dei prestatori privati.
Durante il Rinascimento, la presenza degli ebrei nella città di Vicenza era significativa, e giocavano un ruolo importante nel settore finanziario, compresi i prestiti su pegno.
Tuttavia, poco dopo l’apertura del Monte di Pietà, il Doge Marco Barbarigo decretò l’espulsione degli ebrei dalla città.
Questa decisione potrebbe aver contribuito alla fondazione del Monte di Pietà e alla sua rapida adozione da parte della comunità vicentina.
Inizialmente, il prestito non prevedeva interessi, ma successivamente fu applicato un tasso basso (5%), ancora inferiore a quello praticato da altre istituzioni o privati.
Nel corso del tempo, il Palazzo del Monte di Pietà è stato ampliato e ristrutturato per adattarsi alle nuove esigenze.
Uno degli interventi più significativi è stato quello commissionato all’architetto Francesco Muttoni nel 1700.
Durante questa fase si decise di ospitare la Biblioteca Bertoliana all’interno del palazzo, grazie alla generosa donazione di libri da parte del patrizio vicentino Giovanni Maria Bertolo.
Durante il periodo della dominazione francese nel 1797, il palazzo subì saccheggi e furono trafugati i pegni più preziosi, segnando un momento difficile nella sua storia.
Tuttavia, nel corso del XIX e XX secolo, furono intrapresi sforzi per restaurare e preservare l’edificio, compreso il consolidamento della struttura e il recupero degli elementi artistici.
La facciata principale del palazzo, lunga 72 metri, presenta tracce di affreschi biblici e finestre classiche con grate, che proteggevano i locali dove venivano depositati i beni impegnati.
Al piano terra, si trovano antiche botteghe con mezzanini tardo-quattrocenteschi, mentre al livello superiore vi sono finestre classicheggianti.
Al secondo piano si trova la meravigliosa Sala del Capitolo della Fraglia dei Marzari, affacciate direttamente alla Piazza dei Signori.
Il soffitto a tre navate con volte a botte è riccamente decorato.
Una sala con soffitto a tre navate completamente affrescate da Alessandro Maganza e da Giulio Carpioni racconta storie dei Santi patroni, Virtù e figure allegoriche circondate, nel soffitto, da uno straordinario ciclo di grottesche.
L’ala occidentale mostra un’origine tardo-medievale, con finestre neo-rinascimentali, mentre l’ala orientale, costruita mezzo secolo più tardi, è più regolare e simmetrica.
Il palazzo incorpora anche la chiesa trecentesca di San Vincenzo, con una facciata barocca costruita nel XVII secolo.
La facciata su contrà del Monte è stata realizzata nel primo Settecento da Francesco Muttoni, con contributi di maestri muratori e scultori locali.
All’interno, nel soffitto della Camera dei Pegni, si trova il dipinto “Allegoria della Carità” di Alessandro Maganza.
Oggi, il Palazzo del Monte di Pietà è sede della Fondazione del Monte di Pietà di Vicenza, che si impegna in varie attività sociali, artistiche e culturali, oltre alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della città.
Questo complesso monumentale continua a rappresentare un importante punto di riferimento nella storia e nell’identità di Vicenza.
Scopri di più da Lucazanphoto
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento