Ci sono ville venete che non colpiscono soltanto per l’architettura, ma anche per le storie che custodiscono. Alcune raccontano secoli di vita nobiliare, altre parlano di abbandono e silenzio. E poi ci sono quelle che, dopo anni difficili, trovano una nuova possibilità.
È il caso di Villa Priuli Crisanti, elegante dimora storica che ho avuto la fortuna di visitare grazie a Veneto Segreto, immersa nella tranquillità della Val Liona, una delle piccole gemme paesaggistiche della provincia di Vicenza.
Qui la pianura vicentina assume un aspetto diverso: una valle dolce e silenziosa, circondata da colline e campi coltivati, dove il paesaggio conserva ancora un equilibrio autentico tra natura e storia.
Una villa dalle origini cinquecentesche
Conosciuta anche come Ca’ Priuli o Villa Ferro, la villa si trova nel cuore del Veneto, nella parte nord-orientale dell’Italia, ed è una delle testimonianze più interessanti dell’architettura di villa veneta nel territorio della Val Liona.
Attribuita all’architetto Vincenzo Scamozzi, uno dei più importanti interpreti dell’architettura rinascimentale veneta e allievo di Andrea Palladio, Ca’ Priuli conserva ancora oggi la planimetria originale cinquecentesca, rimasta sostanzialmente invariata nel tempo.
Le origini della proprietà risalgono a epoche ancora più antiche, ma fu alla fine del Cinquecento che la villa assunse la forma attuale grazie alla famiglia Priuli, una delle più influenti casate patrizie della Serenissima Repubblica di Venezia. I Priuli diedero alla Repubblica ambasciatori, senatori e perfino dogi, e come molte famiglie nobili veneziane scelsero la campagna veneta per costruire le proprie residenze di villeggiatura e di gestione agricola.
La villa nacque così come residenza di campagna, centro di amministrazione delle terre ma anche luogo di rappresentanza, immersa in un paesaggio rurale che ancora oggi conserva gran parte del suo fascino originario.
Accanto alla villa, sul lato sinistro del complesso, si trova anche una piccola chiesetta, una struttura semplice ma molto interessante dal punto di vista storico e artistico.
Come accaduto a molte ville venete, anche Ca’ Priuli ha attraversato nel tempo periodi più difficili, fino ad arrivare a lunghi anni di abbandono.
Anni di silenzio e una nuova vita
Come accaduto a molte ville venete, anche Ca’ Priuli ha attraversato nel tempo periodi più difficili, fino ad arrivare a lunghi anni di abbandono.
La svolta è arrivata nel 2021, quando la proprietà è stata acquistata dalla famiglia Crisanti, che ha intrapreso un importante intervento di recupero e restauro dell’intero complesso.
Il lavoro realizzato non si è limitato a una semplice ristrutturazione, ma ha avuto come obiettivo quello di restituire dignità e vita alla villa, rispettandone la storia e l’architettura.
All’interno della proprietà sono stati realizzati quattro alloggi, pensati per accogliere ospiti che desiderano vivere l’esperienza di soggiornare in una villa storica immersa nella campagna veneta. Sul retro della villa è stata inoltre inserita una piscina, integrata con discrezione nel contesto del parco.
Ciò che rende davvero speciale questa esperienza di visita è però l’approccio della famiglia Crisanti.
Oltre ad abitare nella villa, l’onorevole Crisanti ha scelto di aprire la dimora in alcune occasioni al pubblico, permettendo ai visitatori di scoprire non solo gli spazi più rappresentativi ma anche parte degli ambienti privati della residenza.
È un gesto raro e molto apprezzabile: significa considerare la villa non solo come una proprietà privata, ma come un patrimonio da condividere con il territorio.
Negli ultimi anni Villa Priuli Crisanti sta così tornando a essere un luogo vivo, inserito nel contesto culturale e negli eventi locali, contribuendo alla valorizzazione di una valle ancora poco conosciuta ma ricca di storia come la Val Liona.
All’interno sono conservate alcune opere di grande valore, tra cui tre dipinti attribuiti a Giambattista Tiepolo, uno dei più grandi pittori del Settecento veneziano.
Queste opere non appartenevano originariamente alla villa: provengono infatti da un palazzo di Vicenza e furono strappate dalle pareti durante la Seconda guerra mondiale per salvarle dai bombardamenti che colpirono la città.
Una scelta che ha permesso di preservare questi dipinti.
Il borgo di Campolongo e Villa Dolfin Mistrorigo
A circa un chilometro da Villa Priuli Crisanti si trova un altro piccolo luogo ricco di storia: Campolongo, uno dei borghi più interessanti della Val Liona.
Si tratta di un antico nucleo murato adagiato alle pendici dei Colli Berici, un luogo che conserva ancora oggi un’atmosfera quasi medievale. Passeggiando tra le sue case e le piccole strade si percepisce chiaramente come questo borgo sia stato per secoli un punto importante della valle, immerso in un paesaggio agricolo fatto di campi, colline e antiche proprietà rurali.
Tra gli edifici più significativi del borgo spicca la Chiesa di Sant’Andrea, cuore religioso della comunità. La chiesa è stata più volte modificata nel corso dei secoli e la facciata è frutto di successive ricostruzioni.
Accanto ad essa si trovano il campanile in pietra e la canonica, che formano un nucleo architettonico seicentesco tra i più antichi della zona.
All’interno della chiesa sono conservati alcuni dipinti su tela di particolare pregio, testimonianza della ricchezza artistica che caratterizzava questi piccoli centri della campagna veneta.
Il monumento più imponente del borgo è però Villa Dolfin Mistrorigo, costruita sul fondo di un antico feudo vescovile medievale che in seguito divenne residenza fortificata della famiglia Barbarano.
La villa fu voluta da Andrea Dolfin, procuratore di San Marco, e realizzata nel 1601, probabilmente su progetto dell’architetto Vincenzo Scamozzi, lo stesso a cui è attribuita anche Villa Priuli.
L’edificio si sviluppa attorno a un cortile interno di forma quadrata, vero fulcro della composizione architettonica.
Nel corso dei secoli la villa è sopravvissuta a diverse trasformazioni strutturali, che ne hanno in parte modificato l’aspetto originario, ma conserva ancora oggi un grande fascino storico.
Attualmente è di proprietà privata della famiglia Mistrorigo: non è normalmente aperta al pubblico, ma può essere visitata su prenotazione e in alcune occasioni viene coinvolta in eventi culturali e iniziative locali.
A completare il quadro storico del borgo si trova anche la Torre Colombara Cantarella, posta al margine dell’antico nucleo fortificato. Questa casa-torre conserva ancora numerosi elementi decorativi e, accanto a uno dei due imponenti portali gotici, è presente un’iscrizione datata 1493, testimonianza delle antiche origini dell’edificio.
Il valore di chi restituisce vita alla storia
Visitare Villa Priuli Crisanti lascia una sensazione particolare: quella di trovarsi in un luogo che, dopo anni di silenzio, sta lentamente tornando a raccontare la propria storia.
Ma la scoperta non si ferma alla villa. A poca distanza, il borgo di Campolongo, con la chiesa di Sant’Andrea, la Torre Colombara del Quattrocento e la scenografica Villa Dolfin Mistrorigo, ricorda quanto la Val Liona sia una valle ricca di piccoli tesori nascosti, dove storia, arte e paesaggio convivono da secoli.
In Veneto esistono centinaia di ville storiche, ma non tutte hanno la fortuna di incontrare qualcuno disposto a investire tempo, energie e passione per salvarle.
Quando questo accade, non si recupera soltanto un edificio: si restituisce vita a un pezzo di paesaggio e di memoria del territorio.
E Villa Priuli Crisanti è oggi uno dei più belli esempi di questa rinascita.
Scopri di più da Lucazanphoto
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento