Alla scoperta di Palazzo Verlato Putin, il gioiello nascosto di Villaverla

Durante le Giornate FAI d’Autunno ho avuto la fortuna di varcare la soglia di Palazzo Verlato Putin, nel cuore di Villaverla, in provincia di Vicenza.
Da tempo curiosa di questo edificio che da fuori si mostra severo e quasi distaccato, non immaginavo che dietro quella facciata di pietra si nascondesse un mondo di affreschi, storie familiari e architettura rinascimentale degna dei migliori esempi vicentini.
Appena entrata nel cortile, la guida FAI ci ha raccontato che il palazzo fu costruito tra il 1574 e il 1576 per volere di Leonardo Verlato, su progetto di Vincenzo Scamozzi, uno dei più noti architetti del tardo Rinascimento veneto.
Il nome “Putin” deriva dai proprietari successivi, che ne conservarono la struttura e parte delle decorazioni originarie.
Curioso anche l’origine del nome del paese: Villaverla deriva da Villa dei Verla(t)i, la dimora dei Verlato, intorno alla quale nei secoli si sviluppò l’abitato. È affascinante pensare che un’intera comunità sia nata proprio attorno a questa villa, simbolo del potere e della cultura di una famiglia che segnò la storia del luogo.
L’edificio si erge con un’eleganza geometrica: quattro piani sovrapposti, un corpo centrale con semicolonne ioniche, un frontone triangolare e proporzioni perfette, tipiche del linguaggio scamozziano.

Dentro le sale affrescate: un viaggio nel mito e nella storia

Varcata la soglia, l’atmosfera cambia completamente. Le sale interne, nonostante il tempo e le ristrutturazioni, conservano ancora affreschi meravigliosi.
La sala centrale mi ha lasciato senza parole: sulle pareti si snodano scene che raccontano la vita di Giovanni Verla, antenato dei Verlato, accompagnate da iscrizioni latine che ne spiegano il senso.
È come entrare in un libro illustrato del Cinquecento, dove storia e leggenda si intrecciano.
In un’altra stanza, situata a sinistra del salone centrale, ho ammirato con stupore le scene della Battaglia di Lepanto, affreschi di gusto veneziano che ricordano l’eco di una vittoria gloriosa.
Le figure di marinai, galeoni e vessilli si fondono in una danza di colori ormai attenuati dal tempo, ma ancora vibranti di energia e pathos. È uno di quei momenti in cui la storia si fa immagine, e l’arte diventa memoria viva.
Altre stanze presentano allegorie delle stagioni e figure mitologiche, mentre in un ambiente laterale emergono decorazioni monocrome con ciclopi, potenti e solenni.
Ogni parete svela un frammento di vita aristocratica, ma anche il gusto simbolico e colto del Rinascimento veneto — un racconto visivo che, pur segnato dal tempo, conserva tutta la sua forza evocativa.

Un luogo vivo grazie al FAI

Ciò che più mi ha colpita, durante la visita, è stato il silenzio rispettoso con cui i visitatori attraversavano le sale. Molti, come me, scattavano foto con discrezione, consapevoli del privilegio di trovarsi in un luogo normalmente chiuso al pubblico.
Le Giornate FAI hanno restituito per un giorno questo palazzo alla comunità, permettendo di riscoprire un patrimonio che, pur discreto, custodisce un’anima antica e autentica.
Il Palazzo Verlato Putin è di proprietà privata e non sempre accessibile, ma viene aperto durante le Giornate FAI o in occasioni speciali organizzate dal Comune di Villaverla o da associazioni culturali locali.
Vale la pena tenere d’occhio gli eventi sul sito del FAI o del Consorzio Vicenza Nord Est: la visita, anche se breve, regala la sensazione di aver toccato un frammento prezioso di storia e di bellezza.


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